Fagioli

POLENTA

Dopo la polenta un secondo posto di tutto rispetto, nell'alimentazione regionale fino a qualche anno fa poiché il consumo si è ridotto, è occupato dai fagioli, ricchi di proteine e tenaci guerrieri contro il colesterolo.

Il Friuli Venezia Giulia ne produce di ottime qualità e alcune realtà li raccolgono e li sgusciano a mano, li fanno essiccare al sole e li conservano in sacchi di iuta come una volta.

Ad oggi l' Università degli studi di Udine ne ha classificati ben oltre 200 tipologie, ma purtroppo diverse specie sono scomparse e altre sono a rischio estinzione a causa dello spopolamento delle montagne e dell'introduzione in agricoltura di prodotti standardizzati a partire dagli anni 1960-1970.

Per fortuna in FVG esiste una Legge n. 11 del 22 Aprile 2002 che ha istituito la Banca del Germoplasma Autoctono Vegetale del FVG (BaGAV) per tutelare le biodiversità.

Alcune varietà di fagioli regionali rientrano nel PAT, elenco di Prodotti Agroalimentari Tradizionali istituito dal Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e sono: borlotti di Carnia, Cesarins, Militons, Laurons, Santisim o fagiolo dell'aquila, fagiolo dal Voglùt, borlotto di Pesariis, rampicante Fiorina e fagiolo antico di San Quirino (presidio slow food).

Se consideriamo la polenta come la regina delle tavole, i fagioli sono a tutti gli effetti i principi che venivano associati a tutti i prodotti disponibili di un tempo.

Le minestre e i minestroni con i fagioli erano assai graditi sia dalle classi abbienti sia dai contadini e la loro preparazione variava da zona a zona.

Venivano consumati assieme al latte, al musetto, alla cipolla, alle trippe....famosa è la "Meste e fasùi": una volta che i fagioli erano cotti si versava la farina di granoturco e si cucinavano ancora per un pò fino ad ottenere una polenta e si serviva con il burro fuso e il latte freddo.

In Carnia c'era una credenza: prima di coricarsi le ragazze mettevano 3 fagioli (uno pelato, uno pelato a metà e l'altro con la pelle) sotto il cuscino, l'indomani ne prendevano uno a caso, se era pelato avrebbero sposato un uomo povero, se era pelato a metà avrebbero sposato un uomo mezzo ricco o mezzo povero, se invece aveva la pelle avrebbero sposato un uomo benestante. 

 

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